Comunicazione e Motorsport – Intervista ad Alessandro Roca di Petrolhead Italia.

Il mondo della comunicazione, si sa, è complesso e ricco di ostacoli.

Quando poi ci si cala in un settore specifico e non comune, diventa davvero un’impresa.

Grazie al nostro lavoro siamo venuti a contatto con una realtà che della comunicazione in un settore specifico ha fatto il proprio core-business.


Stiamo parlando di Petrolhead Italia, agenzia di comunicazione in ambito motorsport.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Alessandro Roca, fondatore dell’agenzia, e fare con lui una chiacchierata!

Comunicazione Motorsport
Alex Irlando (a sinistra) e Alessandro Roca

 

Ciao Ale! Ci racconti qualcosa di te?

Partiamo dal principio: mio padre correva nei rally a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 e mi ha trasmesso la passione per le corse e per i motori. Purtroppo la passione è sbocciata “tardi” verso i 12/13 anni e non ho mai avuto le possibilità economiche per fare il pilota. La passione per il motorsport era troppo forte, così dopo il liceo mi sono iscritto alla facoltà di Economia e Gestione delle Imprese laurendomi con specializzazione in marketing con la tesi di laurea dedicata allo studio delle pubbliche relazioni nel motorsport mentre nel frattempo lavoravo come blogger e giornalista. Dopo la triennale ho cominciato ad affiancare dei manager lavorando non solo in ambito motorsport, ma collaborando con alcune federazioni sportive olimpiche. Prima di iscrivermi alla magistrale ho frequentato il Master in Management del Motorsport alla LUISS Business School e alla fine del corso c’era una competizione basata sullo studio di un’idea di business innovativa in ambito motorsport. Vinsi questa ‘gara’ interna ai frequentanti del corso e mi chiamarono a lavorare come Marketing Motorsport Assistant al reparto corse Maserati a Modena, seguendo il Trofeo Maserati World Series. Arrivati a fine stagione il reparto corse ha chiuso i battenti ed ho ricominciato a fare il giornalista curando la versione internazionale di Vroom Magazine, magazine a distribuzione mondiale che tratta di karting, la disciplina motoristica preambolo dell’automobilismo sportivo. Ora ho da poco lanciato la mia agenzia di marketing e comunicazione chiamata PETROLHEAD ITALIA e nel frattempo mi sto laureando in International Management all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Com’è nata l’idea di Petrolhead Italia?

Da ragazzino quando volevo cominciare a correre parlavo con team e manager e tutti mi chiedevano se avessi degli sponsor per pagarmi le corse. La risposta ovviamente era ‘no’ e loro di tutto punto mi rispondevano ‘No money? No race!’. Ammetto che la cosa mi ha devastato dentro per anni, non mi capacitavo del perché non potessi fare quello che più amavo… o almeno avere la possibilità di provarci! La parola sponsor mi ha ossessionato per anni, così quando andavo a vedere le corse a Vallelunga con mio padre perdevo la maggior parte del mio tempo nel paddock (la zona dietro i box) per studiare gli addetti ai lavori. Volevo capire come funzionava quel mondo e come quei ragazzi potevano permettersi di correre con gli sponsor…

Gli studi da empirici sono diventati accademici, e con il passare degli anni e delle giornate spese in pista lavorando ho capito che il concetto di sponsor non è chiaro alla maggior parte degli stessi addetti ai lavori! Andando a lavorare in America e in Giappone ho capito come in realtà il concetto così obsoleto di sponsor sia tipicamente italiano.

PETROLHEAD ITALIA nasce dalla mia voglia di affermare come la comunicazione ed il marketing debbano cambiare nel motorsport, adeguandosi alle best practices che vengono utilizzate nelle grandi aziende. Il motosport, per la mole di denaro che gira, non è da meno di tanti altri ambienti, ma è molto meno sensibilizzato a queste tematiche. La musica sta cambiando e anche loro si dovranno adattare prima o poi e noi di PETROLHEAD ITALIA puntiamo ad essere l’avanguardia in questo senso.

Piloti e team non sono clienti qualunque, a cosa punta la vostra strategia di marketing e comunicazione?

Prenderei con le pinze questa affermazione: il motosport è un mondo a sé stante, ma le regole che lo governano sono le stesse degli altri mercati! Vado più nello specifico: il marketing è quella funzione aziendale che studia il comportamento ed i bisogni del mercato e adatta la fornitura di servizi alle necessità del cliente finale, avvalendosi della comunicazione per far creare una giustà identità del prodotto.

Nel caso del motorsport chi sono i prodotti? Team e piloti. O meglio, la loro immagine. Chi sono gli utenti? Gli appassionati che seguono le corse. Chi sono i clienti? Gli sponsor. 

Come funziona il modello di business del motorsport?

Come un qualsiasi altro two-sided market. Faccio un esempio: la TV. La TV produce dei servizi televisivi per attrarre utenti e vendere la pubblicità nei programmi ai suoi clienti, gli sponsor. Il motorsport funziona allo stesso modo. Si chiamano two-sided market (mercati bilaterali, tradotto letteralmente) perché abbiamo da una parte gli utenti e da una parte i clienti e generalmente i due soggetti non si sovrappongono.

Consci del funzionamento del modello di business del motorsport, cerchiamo di creare un’immagine forte dei nostri clienti usando al meglio PR, ufficio stampa, social network e grafica in modo da venderla più facilmente sul mercato della pubblicità.

Petrolhead Italia è una realtà nata da poco ma che sta portando a casa successi e numeri davvero sorprendenti: qual è il segreto e in che modo state cambiando le regole della comunicazione nell’ambito motorsport?

Una persona non si può improvvisare agente di borsa, perché non ne conosce le regole sottostanti che né regolano il mercato. Allo stesso modo non ci si può improvvisare marketing & communication manager (come fanno molti, troppi) nel motorsport, perché non si conoscono le basi!

Io ci ho sbattuto il muso, ci ho sofferto, ma ho imparato. Nessun segreto, solo tanto studio, tanta passione, tanto sacrificio e tanta creatività.

In una prima fase cerchiamo di massimizzare la visibiltà per il nostro pilota lavorando molto su social, ufficio stampa e pubbliche relazioni. Il tutto và a rafforzare la sua immagine come pilota e la nostra immagine come agenzia. In un secondo momento andremo a “raccogliere i frutti” sul mercato della pubblicità cercando di concludere degli accordi di sponsorizzazione.

In che proporzioni pensi che i social abbiano cambiato l’approccio alla comunicazione in ambito motorsport e cosa ti aspetti per il futuro?

I social hanno stravolto il nostro modo di comunicare e di informarci su quanto accade intorno a noi. Se ben sfruttati per un’agenzia di marketing e comunicazione sono un’ottima soluzione: con un piccolo investimento di pubblicità si ottengono degli ottimi risultati, ma soprattutto risultati mirati! Se voglio che la mia notizia appaia sulla bacheca di un potenziale sponsor, state sicuri che ci arriva. Scommettiamo che se poi lo chiamo per concludere un accordo dice di si?

Comunicazione motorsport
Infografica di Petrolhead Italia

I tempi per la comuniazione si sono accorciati, ora è tutto in tempo reale. Durante i weekend di gara aggiorniamo in tempo reale i nostri account social in base ai risultai dei nostri clienti con foto ed infografiche che spesso sono molto più dirette e veloci da “assimilare” rispetto ai comunicati stampa.

Un’infografica così non lascia dubbi: ha chiuso al settimo posto le qualifiche, se poi ho voglia leggo il copy e scopro il perché, altrimenti mi arriva e mi rimane la notizia che ha concluso al settimo posto la sessione.

 

Complimenti per tutto quello che state facendo! Cambiare le regole del gioco è sempre dura ma secondo noi ne sarete all’altezza! Alla prossima!