Nell’epoca del web 3.0 i social media sembrano mettere in crisi i blog, ma NonPuòEssereVero non è fra questi. Il motivo lo abbiamo chiesto alla sua autrice. 

Gilda Serafini

Come nasce un blog di successo

  • Ciao Gilda, tu sei la penna che è dietro il blog NonPuòEssereVero, innanzitutto raccontaci come ti è venuta l’idea di aprire un tuo blog e di chiamarlo così…

Quasi tre anni fa, la mia vita era davvero assurda, piena di cose che non potevano essere vere (ma che invece lo erano), quindi una notte ho deciso che volevo aprire un blog e chiamarlo così. Mi piace questo nome, lo sentivo mio e, ogni giorno che passa, mi piace sempre di più… E poi è facile da ricordare!

  • Al momento solo la tua pagina Facebook conta più di 3000 iscritti. Quando ti sei accorta che il tuo blog stava emergendo dalla massa indistinta di blog?

Lo scorso luglio ho scritto un post su un posto bellissimo, ma gestito malissimo, in Sicilia. Incredibilmente, quel post è diventato virale, praticamente sono andata a dormire la sera che l’avevano letto i miei genitori e mio marito e mi sono svegliata la mattina dopo che lo aveva letto e condiviso chiunque. Da lì tanta gente ha iniziato a leggere quello che scrivevo, a scrivermi, a chiedermi pareri, a seguirmi. Non me l’aspettavo ed è stata una sensazione meravigliosa, anche se ancora la strada da fare per far conoscere il blog è tantissima.

Le regole perché il vostro blog sia seguito

  • Che regole segui per raccontare nel blog e sui social ciò che ti accade nel quotidiano?

Una mia carissima amica dice che io scrivo come parlo e ha ragione. Racconto le cose sul blog esattamente come le racconto alle mie amiche o a mia mamma quando chiacchieriamo, quindi seguo la linea della spontaneità, anche perché non credo che sarei in grado di fare diversamente.

Così facendo chi mi legge sa di avere a che fare con una persona reale, che combina un sacco di disastri, ma che non perde mai il sorriso nonostante tutto. E credo che questo piaccia.

  • Hai mai riscontrato una reazione negativa a quanto avevi scritto? Se sì, ti va di raccontarci come è andata?

Mi è successo diverse volte, ma ce n’è una in particolare che è stata un po’ peggiore delle altre: avevo scritto un post su una gara di ginnastica artistica (la mia grande passione) a cui ero stata raccontando un episodio spiacevole: alcuni membri dell’organizzazione ci avevano chiesto di rivolgersi ad una ragazza dandole del lei e chiamandola dottoressa perché lei era laureata e quindi dovevamo portarle rispetto. Qualcuno si era sentito tirato in causa, mi hanno insultata, detto che ero arrogante perché avevo scritto che anche io avevo la laurea ma non andavo di certo in giro a trattare in pesci in faccia gli altri.

In quell’occasione, ho anche ricevuto un paio di mail di minacce, ma mi ci sono fatta una risata.

  • Il commento più gratificante che hai ricevuto?

Bella domanda, sai? Ne ricevo tanti di commenti gratificanti devo dire.

Una cosa che mi viene detta abbastanza di frequente è che trovo sempre il modo per dire cose che in tanti pensano, ma che non si ha il coraggio di raccontare, in modo posato e gentile. Questa è una cosa che mi riempie d’orgoglio.

Gilda Serafini

Come creare una community intorno al proprio blog

  • Vuoi lasciare un suggerimento per una/un aspirante blogger che, come te, vuole creare intorno a sè una vera e propria community?

Il mio suggerimento è quello di essere sempre spontanei, di raccontare e raccontarsi in modo sincero senza costruire storie perché i lettori non sono scemi e capiscono se stai inventando qualcosa. E state attenti alla grammatica che un blog pieno di errori fa venire l’orticaria.

Un altro piccolo consiglio è quello di non farsi prendere dalla smania delle visualizzazioni e del guadagno, ma di scrivere in primis perché si fa del bene a se stessi e poi, a poco a poco, il resto verrà da se.

Grazie Gilda! Se a questo punto vi è venuta voglia di seguire le avventure di questa siciliana in giro per il mondo, potete leggere qui tutti i post del suo blog!