Che futuro c’è per il Bitcoin dopo il recente crollo del 40%?

Il Bitcoin spiegato in breve

Oggi parlare di Bitcoin come qualcosa di estremamente criptico e lontano
dalla realtà quotidiana sarebbe ipocrita. Tuttavia non fa mai male un
piccolo riepilogo. Nel 2009 Satoshi Nakamoto, questo è lo pseudonimo
con cui si è firmato l’inventore per garantirsi l’anonimato, nasce il
Bitcoin.  Si tratta di una valuta virtuale che nasce nel web sotto forma di
una distribuzione “peer to peer”, ossia che non implica alcuna banca o
altre entità centrali che ne influenzano il valore. Tutto è rilasciato al libero
mercato dell’offerta e della domanda; di fatto le stesse transazioni
avvengono tramite crittografia e il loro acquisto o vendita avvengono sul
sito Coinbase.

Bitcoin in crisi?

Nessun regalo di Babbo Natale per la criptovaluta più controversa del
momento, il Bitcoin. A pochi giorni di distanza dal crollo vertiginoso del
suo valore, sono già in molti a decretare una crisi irreversibile per la
moneta virtuale. Dopo aver toccato la soglia dei 20.000 dollari, infatti, lo
scorso venerdì 22 dicembre il valore del singolo bitcoin ha subito un calo
drastico assestandosi sui 12.000 dollari. Nonostante l’impennata in
negativo l’andamento sembra comunque già in ripresa.

 

Un bitcoin vale zero?

A destare scandalo è stato Business Insider, l’autorevole portale americano di business e finanza. L’analista
Morgan Stanley James Faucette e il suo team, infatti, hanno messo in
discussione il valore della criptomoneta in questione pubblicando i risultati
di una ricerca, il cui esito suggeriva proprio un valore pari a 0.
La causa di tanta diffidenza, nei confronti del futuro del Bitcoin,
risiederebbe proprio nella sua natura ancora largamente sconosciuta. I
motivi che avvalorano questa tesi sostanzialmente sono:
– Il bitcoin non può esser reputato una vera valuta in quanto non esiste
tasso di interesse legato ad esso, a differenza di quanto accade invece
per le valute tradizionali;
– Il bitcoin presenta caratteristiche simili a beni preziosi come l’oro,
ma non può implicare alcuno suo utilizzo a livello materiale;
– Il bitcoin ha dato vita a una rete di pagamenti, tuttavia questa è
difficilmente tracciabile e non addebita dei costi di commissione per
la transazione;
– Il bitcoin viene accettato da un numero di aziende non solo di per sé
limitato, ma addirittura in calo.
La conseguenza del ragionamento di Faucette è che: “Se nessuno
accetta la tecnologia per il pagamento, il valore sarebbe zero”.